L’era dello smartphone

Tutto a portata di click, ma a che prezzo?

Ormai gli smartphone sono entrati nell’immaginario collettivo come un qualcosa di ordinario, quasi necessario, come il frigo o il forno in casa. 

Eppure sono passati poco più di 10 anni dall’uscita del primo Iphone , evento che ha dato il via all’escalation che ha portato alla diffusione capillare dei dispositivi moderni. 

Tutti (o quasi) hanno uno smartphone e tutti (o quasi) si sentirebbero persi senza. Tutto è diventato più facile, tutto sembra a portata di mano anche se siamo comodamente seduti sul divano.

 La cultura!? C’è wikipedia. 

L’informazione!? C’è google (io pur odiandolo continuo ad usare google, voi a avete qualche motore di ricerca da suggerirmi!?) che in un secondo ci trova tutte le notizie in tempo reale.

 Rapporti interpersonali!? C’è facebook, twitter, instragram e sicuramente tante altre piattaforme “social” sulle quali poter interagire e rimanere in “contatto” con il “nostro” mondo. Sempre tutto comodamente in diretta dal nostro cuscino preferito del nostro divano. 

Dobbiamo comprare qualcosa!? C’è Amazon! Consegna gratuita anche in un giorno! Consegnano praticamente tutto, al miglior prezzo. In Italia si cerca di sdrammatizzare,  ma l’onda d’urto del gigante si sta cominciando ad avvertire su tutti i settori interessati. Ma per fortuna ancora non consegnano pizza! 😀

Volete una pizza!? C’è Justeat! Moovenda, Deliveroo, Glovo (ve ne vengono in mente altri!?). Sempre seduti dal nostro divano possiamo collegarci, grazie al nostro smartphone, con centinaia di ristoranti, ordinare, volendo anche pagare, e restare comodi ad aspettare la nostra consegna.

Sembra tutto facile. Ma quello che spesso ci sfugge è chi paga il prezzo di tutta questa comodità. 

Perché tutte queste piattaforme sottraggono grosse percentuali dai fatturati dei ristoratori che spesso non si accorgono di rinunciare al proprio margine di guadagno pur di continuare a “lavorare”.

Mi è capitato di ragionare con titolari di altre attività, concorrenti e non, ed il minimo comune denominatore è sempre lo stesso: bisogna essere su queste piattaforme, su tutte le piattaforme, per forza! Perché portano lavoro. “Ma se il margine di guadano è quasi nullo” Fa lo stesso! Portano “visibilità”!

Io sarò all’antica ma vedo con preoccupazione tutte queste attività che cercano di guadagnare sul mio lavoro, le considero parassitarie perché, nella situazione limite in cui tutti i miei clienti ordinassero attraverso loro, sarei io il dipendente e loro i titolari. 

Ma questi sono i mei problemi. Voi dovete restare tranquilli sul divano ed ordinare la pizza di Acquolina, nel modo che preferite. E sappiate che se vorrete cambiare pizzeria il Brioschi ve lo offro io! Aahhahaahah 😀

Una cosa però vorrei chiedervela. Se siete già sulla nostra pagina web, o se state leggendo la nostra rivista venite a trovarci su acquolinaroma.it o sulla nostra pagina facebook acquolinaroma, 

lasciate un commento, ditemi cosa ne pensate

se siete frequentatori assidui di app come justeat e compagnia bella, ditemi come mai, cosa vi porta a cliccare e non a telefonare.

I vostri feedback sono importantissimi per migliorare il nostro servizio, e per tutti quelli che risponderanno preparerò una offerta esclusiva. Non lasciatevela scappare ed alla prossima.

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